Faq

In seguito alle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali, a partire dal mese di maggio 2019 la consultazione e il download delle fatture elettroniche all’interno del portale "Fatture e Corrispettivi" sarà possibile solo se l'utente o un suo intermediario specificatamente delegato aderirà a un nuovo servizio di "Consultazione".

Questa novità è stata introdotta con il Provvedimento n. 524526/2018 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 dicembre 2018 che, oltre a modificare il Provvedimento del 30 aprile 2018, ha modificato anche il Provvedimento del 5 novembre 2018 e il relativo modello di conferimento delle deleghe ai servizi del portale "Fatture e Corrispettivi".

Di conseguenza, le deleghe conferite agli intermediari in un momento antecedente alla data del 21 dicembre 2018 non consentiranno agli intermediari di effettuare - per conto dei propri clienti - l'adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici.

Pertanto, per poter effettuare le operazioni di adesione (o recesso) dal servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche per conto dei propri clienti è necessario che gli intermediari - delegati al servizio di consultazione delle fatture elettroniche prima del 21 dicembre 2018 - acquisiscano nuovamente la delega al servizio di consultazione.

Data di pubblicazione:07/05/2019

Nel portale Fatture e Corrispettivi è già presente da tempo un servizio gratuito web per predisporre e inviare la "comunicazione dati fattura".

Con tale servizio, accessibile dal portale selezionando "Dati fatture e Comunicazioni IVA" e quindi il link "Dati delle fatture", è possibile effettuare anche la "comunicazione dei dati fattura transfrontaliere" (le regole e i tracciati sono compatibili).

E' quindi possibile utilizzare le funzionalitè del servizio (eventuale Accreditamento, Generazione, eventuale Aggiornamento e Trasmissione).

Con i tracciati dello spesometro (valido per le operazioni 2017 e 2018) già si inviavano anche i dati delle fatture da e verso l’estero (con puntualizzazione di quelle intracomunitarie per gli acquisti) e, quindi, è possibile usare gli stessi tracciati e gli stessi servizi offerti dall’Agenzia per predisporre e trasmettere la nuova comunicazione denominata "esterometro".

Data di pubblicazione:22/02/2019

Sono disponibili ulteriori FAQ sul sito dell'Agenzia delle Entrate nell'Area tematica dedicata alla pagina "FAQ - Risposte alle domande più frequenti" che riguardano le seguenti Categorie:

  • Deleghe ai servizi di fatturazione elettronica
  • Compilazione della fattura elettronica
  • Consultazione fatture
  • Emissione delle fatture elettroniche
  • Esoneri
  • Fatture verso e da soggetti stranieri (transfrontaliere)
  • Fatture elettroniche verso consumatori finali non PIVA, operatori in regime forfettario e di vantaggio, agricoltori in regime speciale, identificati
  • Modalità di trasmissione delle fatture elettroniche
  • Prestazioni sanitarie
  • Registrazione e conservazione delle fatture
  • Autofatture
  • Sanzioni
  • Software.

Se il consumatore finale chiede la fattura non è obbligato a riceverla elettronicamente e, quindi, non è obbligato ad avere e a fornire un indirizzo PEC all'esercente o al professionista da cui acquista il bene o il servizio. Quando il consumatore finale chiede la fattura, l'esercente o il professionista è obbligato ad emetterla elettronicamente verso il Sistema di Interscambio e anche a fornirne copia su carta (o, ad esempio, PDF per email) al cliente: quest'ultima è perfettamente valida e non c'è alcun obbligo ad acquisire e gestire la fattura elettronica da parte de cliente.

A partire dal secondo semestre di quest'anno, come previsto dall'ultima legge di Bilancio, l'Agenzia delle Entrate offrirà un servizio di consultazione delle fatture elettroniche anche ai consumatori finali persone fisiche; con tale servizio il consumatore finale potrà consultate le fatture che i fornitori avranno inviato all'Agenzia sin dal 1° gennaio scorso. Queste regole sono state stabilite per garantire il rispetto delle disposizioni sulla tutela dei dati personali.

Pertanto, al momento per il primo semestre, il servizio online di consultazione delle fatture elettroniche per i consumatori finali persone fisiche non è attivo.

Il contributo ENASARCO non è un tipico contributo destinato ad una "Cassa previdenziale" (che usualmente concorre alla determinazione dell'imponibile cui applicare l'IVA), ma la sua gestione è similare a quella di una "ritenuta".
Attualmente, per poter rappresentare nella fattura elettronica il contributo ENASARCO è possibile utilizzare il blocco "AltriDatiGestionali" con il seguente dettaglio:

  • 2.2.1.16.1 <TipoDato> = CASSA-PREV
  • 2.2.1.16.2 <RiferimentoTesto> ENASARCO (o eventuale altra cassa analoga) e il relativo codice TC07 presente nelle specifiche tecniche al provvedimento del 30.04.18
  • 2.2.1.16.3 <RiferimentoNumero> importo del contributo
  • 2.2.1.16.4 <RiferimentoData> il dato può non essere valorizzato.


Nelle more dell'aggiornamento dell'App FatturAE con l'inserimento del blocco "Altri dati gestionali" nel caso di generazione di fatture in cui deve essere rappresentato il contributo Enasarco, si suggerisce, di accedere al portale "Fatture & Corrispettivi" tramite il link https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/ direttamente da dispositivo mobile.

N.B.: E' appena il caso di evidenziare che i suggerimenti sopra formulati possono valere anche per altre tipologie di contributi che hanno una gestione similare a quella del contributo ENASARCO.

Primariamente si ricorda che, nel caso di assoggettamento ad imposta di bollo, occorrerà valorizzare il blocco "DatiBollo" con l'importo dell'imposta:



Si ricorda, poi, che l'imposta di bollo sulle fatture elettroniche si assolve esclusivamente con la modalità disciplinata dall’articolo 6 del DM 17 giugno 2014. Al riguardo, a seguito della modifica apportata dal DM 28 dicembre 2018,si evidenzia che:

  • il pagamento dell'imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare va effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo al trimestre di riferimento
  • l'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione, già alla fine del primo trimestre 2019 all'interno del portale "Fatture e Corrispettivi", un servizio per verificare l'ammontare complessivo dell'imposta di bollo dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio.

I soggetti autorizzati al pagamento del bollo virtuale ai sensi dell'articolo 15 del d.P.R. n. 642/1972, che emettono esclusivamente fatture elettroniche, possono rinunziare all'autorizzazione nelle modalità previste dall'articolo 15, comma 10, del citato d.P.R. 642/1972.

No.
Le associazione pro-loco non sono tenute ad emettere le fatture in formato elettronico.
L'articolo 10, comma 01, del decreto-legge n. 119 del 2018 prevede, infatti, l'esonero dalla fatturazione elettronica per "i soggetti passivi che hanno esercitato l'opzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000; tali soggetti, se nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo superiore a euro 65.000, assicurano che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d'imposta".
La disposizione sopra richiamata si applica anche alle associazioni pro loco, in forza dell'articolo 9-bis del decreto-legge n. 417 del 1991, che prevede che "alle associazioni pro-loco si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398".

A seguito dell'introduzione della Fatturazione Elettronica obbligatoria dall'1/1/2019 l'opzione Fatture non deve più essere esercitata.

NON NECESSARIAMENTE: si può ricevere le fatture elettroniche dal SdI anche su una casella PEC. Nel caso la PEC sia piena, il SdI metterà a disposizione la fattura elettronica nell’area di consultazione del Portale "Fatture e Corrispettivi", dove l'utente potrà visualizzare la fattura e scaricare l’intero file della stessa (compreso eventuali allegati).

L'accreditamento al SdI deve essere effettuato solo nel caso in cui si decida di attivare un "canale telematico" SFTP o Web Service , cioè un canale telematico dedicato e sempre attivo tra uno o più server dell’azienda e il Sistema di Interscambio.

Questa procedura, quindi, e` rivolta a quegli operatori caratterizzati da un particolare grado di informatizzazione, capaci di gestire con continuita` e con costante presidio di personale il sistema informativo collegato al SdI e che devono trasmettere un numero molto rilevante di file fatture elettroniche.

Per attivare questo canale telematico, inoltre, occorre stipulare un "accordo di servizio" con il SdI attraverso l'invio di una "richiesta di accreditamento", cioe` compilando un modulo online all'interno del quale vanno inseriti una serie di informazioni tecniche dettagliate (per maggiori informazioni si rimanda alle specifiche tecniche allegate al Provvedimento dell?Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018).

Se occorre ricevere poche fatture al giorno, e` sufficiente utilizzare una PEC.

Si ricorda che il "postino" (SdI) consegna le fatture elettroniche di un operatore IVA anche su una PEC o su un canale telematico (SFTP o Web Service) non direttamente gestito dall'operatore stesso: in definitiva, l'utente potrà decidere se ricevere dal SdI lui direttamente, attraverso i suoi canali, la fattura elettronica oppure farla ricevere per suo conto da un terzo soggetto (es.: un intermediario o un provider) sulla base di accordi privati tra le parti.

NON NECESSARIAMENTE: si può inviare le fatture elettroniche al SdI (Sistema di Interscambio), che le consegnerà all'indirizzo telematico del cliente riportato in fattura, anche mediante una casella PEC indirizzando quest'ultima alla casella sdi01@pec.fatturapa.it oppure utilizzando la funzionalità "Trasmetti" presente nel Portale "Fatture e Corrispettivi".

L'accreditamento al SdI deve essere effettuato solo nel caso in cui si decida di attivare un "canale telematico" SFTP o Web Service , cioè un canale telematico dedicato e sempre attivo tra uno o più server dell’azienda e il Sistema di Interscambio.

Questa procedura, quindi, e` rivolta a quegli operatori caratterizzati da un particolare grado di informatizzazione, capaci di gestire con continuita` e con costante presidio di personale il sistema informativo collegato al SdI e che devono trasmettere un numero molto rilevante di file fatture elettroniche.

Per attivare questo canale telematico, inoltre, occorre stipulare un "accordo di servizio" con il SdI attraverso l'invio di una "richiesta di accreditamento", cioe` compilando un modulo online all'interno del quale vanno inseriti una serie di informazioni tecniche dettagliate (per maggiori informazioni si rimanda alle specifiche tecniche allegate al provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018).

Se occorre inviare poche fatture al giorno, e` sufficiente utilizzare una PEC ovvero il servizio web del Portale "Fatture e Corrispettivi".

Si ricorda che il "postino" (SdI) accetta le fatture elettroniche di un operatore IVA anche da una PEC o da un canale telematico (SFTP o Web Service) non direttamente gestito dall’operatore stesso: in definitiva, l'utente potrà decidere se mandare al SdI lui direttamente, attraverso i suoi canali, la fattura elettronica oppure farla mandare per suo conto da un terzo soggetto (es.: un intermediario o un provider) sulla base di accordi privati tra le parti.

SI, solo le fatture elettroniche trasmesse tramite il SdI (Sistema di Interscambio) sono valide ai fini fiscali.

Per le fatture tra privati il SdI (Sistema di Interscambio) accetta anche fatture elettroniche non firmate digitalmente, mentre la firma rimane un obbligo per le fatture elettroniche verso la PA.
La firma digitale può essere un modo per garantire autenticità dell'origine e integrità del contenuto della fattura.

I servizi gratuiti presenti nel Portale Fatture e Corrispettivi possono essere utilizzati da tutti i soggetti titolari di Partita IVA, dai loro delegati (intermediari appositamente delegati secondo le disposizioni del Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 5 novembre 2018) e dai loro incaricati (nel caso di persone giudiriche).

All’avvio del “Software di compilazione stand-alone Fattura elettronica” ricevo il messaggio “Impossibile avviare l’applicazione”. Cosa debbo fare ?

La situazione è determinata da un errato funzionamento della Java Virtual Machine (JVM) che si manifesta al verificarsi di due condizioni:

  • È stata installata una JVM con una versione tra la 1.8.172 e la 1.8.191
  • Non si è connessi ad Internet

Per rimuovere l’inconveniente, è necessario:

  • connettersi ad Internet
  • procedere alla disinstallazione della JVM installata
  • raggiungere il seguente link del sito ufficiale della Oracle
  • scaricare la JVM versione 1.8.192 (o successive) , specifica per l’ambiente sul quale deve essere installato
  • installare la JVM scaricata
  • collegarsi alla pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate in cui è pubblicato il software di compilazione che si intende utilizzare off-line ed eseguirlo, selezionando l’apposito link
  • a questo punto è ripristinato il corretto funzionamento, anche in modalità off-line.

La Pubblica Amministrazione non ha necessità di registrare un indirizzo telematico perché nei suoi confronti il cedente/prestatore effettuerà sempre una "FE PA" inserendo nel campo codice destinatario il codice di 6 caratteri registrato in "IPA".

Il QRCode può essere generato anche dalle PPAA che hanno Partita IVA.

Per generarlo si può accedere al portale Fatture e Corrispettivi oppure dall'interno dell’area riservata Entratel.

Con l'avvio della fatturazione elettronica tra privati potrebbe capitare sempre più frequentemente di ricevere sulla propria casella PEC messaggi con allegati file fattura che presentano estensione .xml.p7m.

Si tratta di file firmati digitalmente con firma Cades; per aprirli è necessario installare sul proprio computer un apposito software. Tali software sono facilmente reperibili sul web sia a pagamento che gratuitamente (licenza open source).

Il file xml ottenuto dopo aver "decifrato" la firma può essere agevolmente visualizzato in formato html utilizzando la funzionalità "Visualizzare la fattura" dell'area "Fatturazione elettronica" del sito "Fatture e Corrispettivi".

Se la comunicazione è inviata entro il termine di scadenza, si ritiene che possa trovare applicazione, anche per la comunicazione Dati Fatture, la regola che consente, in caso di scarto del file, il rinvio entro i 5 giorni successivi dalla ricezione dell'esito.

Tutti i soggetti passivi IVA che pongono in essere operazioni imponibili per le quali non è obbligatoria l'emissione della fattura, sono obbligati alla certificazione dei corrispettivi mediante ricevuta fiscale o scontrino fiscale (art. 22 D.P.R. 633/72). Sono, altresì, previsti specifici casi di esclusione dall’obbligo di certificazione per determinati soggetti o per specifiche categorie di operazioni (art. 3, comma 147, lett. e) legge 549/95 e DPR 696/96).

Dal 1° gennaio 2017, tutti i soggetti sin qui menzionati (commercio al dettaglio) possono esercitare l’opzione di cui all’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 (quindi, su base VOLONTARIA, non sussiste alcun obbligo di legge, previsto solo per i gestori di distributori automatici e, dal 1° luglio, per i soggetti che effettuano cessione di benzina o gasolio).

In tale situazione, i commercianti al minuto devono:

  • acquistare un Registratore telematico
  • esercitare telematicamente l'opzione sul portale "Fatture e Corrispettivi"
  • inviare giornalmente e telematicamente i dati dei corrispettivi.

Solo in tale ipotesi, i commercianti, non sono più tenuti al rilascio dello scontrino o ricevuta fiscali, ma devono comunque rilasciare un "Documento commerciale" avente il contenuto descritto nel decreto ministeriale 7 dicembre 2016 e nel Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016.

Nel censimento massivo devono essere inseriti gli stessi dati del censimento singolo:
ciò che differisce è soltanto la modalità di acquisizione dei dati stessi.

Si fa presente che il file con estensione .csv ha precise regole di sintassi che vanno rispettate:

  • idDispositivo: scrivere senza lasciare spazi e rispettando maiuscole e minuscole;
  • dividere sempre le informazioni con la virgola, senza lasciare spazi;
  • latitudine e longitudine: inserire nel formato gradi decimali (due decimali e divisione con punto);
  • protocollo di comunicazione e tipo distribuzione: scrivere esattamente come indicato negli elenchi a tendina presenti nel censimento singolo (Mdb, Executive, Altro, Food, ecc);

per andare a capo, selezionare "Invio"; terminato il caricamento dati, selezionare il pulsante "Salva" per caricarli nel portale.

Identificativo Dispositivo: campo alfanumerico di di lunghezza massima di 30 caratteri, composto dalla partita iva del gestore ereditata dall'applicazione in fase di scelta dell'utenza di lavoro concatenato alla matricola del dispositivo stesso, che dovrà essere inserita.

Tipologia: campo in sola visualizzazione impostato dal sistema:

DA - Master del distributore automatico.

Geo-localizzazione (N.B.: i campi latitudine e longitudine devono essere necessariamente espressi in formato gradi decimali (es.: 91.45).):

- Latitudine: campo alfanumerico obbligatorio per i Distributori Automatici; indicare la latitudine della localizzazione del distributore automatico.

- Longitudine: campo alfanumerico obbligatorio per i Distributori Automatici; indicare la longitudine della localizzazione del distributore automatico.

Protocollo di comunicazione: campo obbligatorio per i Distributori Automatici; selezionabile da un elenco; protetto dopo il primo inserimento. Indicare la tipologia del protocollo di comunicazione del distributore automatico [Mdb; Executive; Altro].

Tipo distributore: campo obbligatorio per i Distributori Automatici; selezionabile da un elenco; indicare la tipologia della merce venduta dal distributore automatico scegliendo uno fra i valori possibili:

  • Food;
  • No Food;
  • Food No Food;
  • Non disponibile.
Alcune informazioni inserite possono essere sempre aggiornate e modificate (ad esempio, tipologia merce venduta, protocollo di comunicazione, coordinate di geolocalizzazione). Una delle informazioni che, invece, non può essere modificata è la matricola del Sistema master: in tal caso il gestore deve dismettere il Sistema master censito e censire un nuovo sistema master.
Per recuperare il QR Code è necessario accedere al sito web Fatture e Corrispettivi e scegliere l'area Gestori ed Esercenti.
Fra le voci di menu selezionare "Ricerca dispositivo" e con l'apposito pulsante, senza impostare nessun filtro, viene visualizzato l'elenco dei dispositivi che sono stati correttamente registrati a sistema. Si può entrare nel dettaglio selezionando il link presente sul numero di matricola. Viene quindi visualizzata la pagina di dettaglio in cui sono visibili i dati del dispositivo ed in fondo alla pagina è presente il pulsante per estrarre dal sistema il QR Code.
La funzione non permette la stampa del QR Code ma il salvataggio di un file (con estensione .jpg) che deve essere stampato fuori dal sistema.

La sezione corrispettivi per conto terzi è disponibile solo una volta ottenuta la delega diretta dal cliente al servizio accreditamento e censimento distributori.

Se l'attivazione della porta di comunicazione richiede l'aggiunta o la sostituzione di un componente hardware anche diverso dal sistema master, il distributore non rientra tra quelli disciplinati dal provvedimento del 30 giugno 2016. Tuttavia è facoltà del gestore, qualora lo ritenesse opportuno in base a valutazioni di altra natura, attuare le modifiche hardware che rendano il distributore idoneo alla trasmissione in base al provvedimento del 30 giugno 2016 e adeguarsi ai relativi adempimenti.

Con la "Risoluzione n. 116/E del 21 dicembre 2016" l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica (a partire dal 1° aprile 2017) riguarda tutti i soggetti che gestiscono "distributori automatici" che hanno le specifiche caratteristiche definite nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 30 giugno 2016 (consultabile e acquisibile, con tutti gli allegati tecnici, sul sito dell'Agenzia delle Entrate).

Il termine per la memorizzazione e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri è differito al 1° gennaio 2018 per i "distributori automatici" (cd. "vending machine") che presentano caratteristiche tecniche differenti da quelle descritte nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 30 giugno 2016.

Per "porta di comunicazione già attiva, ovvero attivabile con un intervento software" si intende la disponibilità dell'hardware necessario a connettere il dispositivo fisico presente nel distributore con un dispositivo esterno per il trasferimento dei dati.
Per fare qualche esempio la porta di comunicazione può essere una porta USB fisicamente collegata alla unità di elaborazione ovvero un trasmettitore wireless (per esempio bluetooth) che sia in grado di trasmettere all'esterno i dati memorizzati all'interno del dispositivo.

Deve essere caricato a sistema il file CSR (certificato richiesta firma), prodotto esternamente al sistema, come un file con estensione .csr.

Il file CSR deve contenere obbligatoriamente le seguenti informazioni:

  • Common Name - Codice fiscale soggetto richiedente
  • Lunghezza della chiave - Usare una lunghezza di 2048 bit.

La "Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 116/E del 21 dicembre 2016" chiarisce che le apparecchiature disciplinate dal provvedimento del 30 giugno 2016 (con obbligo di trasmissione a partire dal 1° aprile 2017) si differenziano da tutte le altre per la presenza di una "porta di comunicazione attiva ovvero attivabile con un intervento software" che consente di acquisire i dati del venduto (secondo le specifiche contenute nel tracciato XML allegato al provvedimento) mediante un dispositivo mobile.

Se nell'apparecchiatura la "porta di comunicazione" è assente ovvero per attivarla occorre sostituire il sistema elettronico (master), la stessa non rientra nella definizione fornita dal provvedimento del 30 giugno 2016 ed il soggetto che la gestisce dovrà attendere il nuovo provvedimento, di prossima emanazione, che disciplinerà l'obbligo di memorizzazione e trasmissione.

Con "Provvedimento n. 61936 Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017" sono state definite le informazioni, le regole tecniche e gli strumenti per la trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall'utilizzo di distributori automatici diversi da quelli disciplinati dal provvedimento del 30 giugno 2016 tra i quali rientrano quelli che non dispongono di una porta di comunicazione, attiva o attivabile.

Le funzioni di monitoraggio sono state ripristinate con i seguenti vincoli:

  • a) per il ruolo INTERMEDIARIO non saranno visibili;
  • b) per i ruoli ME STESSO e TUTORE, saranno visibili i corrispettivi il cui gestore corrisponde all'utenza di lavoro;
  • c) per il ruolo DELEGATO, saranno visibili i corrispettivi il cui gestore corrisponde all'utenza di lavoro ma solo se il delegato ha delega esplicita su Corrispettivi (ACCREDITAMENTO e CENSIMENTO DISPOSITIVI);
  • d) per il ruolo di INCARICATO, saranno visibili i corrispettivi il cui gestore corrisponde all'utenza di lavoro se nell'incarico è previsto il profilo Corrispettivi (ACCREDITAMENTO e CENSIMENTO DISPOSITIVI) e secondo le regole di cui ai punti a), b) e c) applicate all'INCARICANTE.

Per quanto concerne i Gestori delle Vending machine:

  • Con porta di comunicazione: inizio del censimento dal 30 luglio 2016; obbligo di trasmissione dal 1° aprile 2017 (rif.: Provvedimento 30 giugno 2016);
  • Senza porta di comunicazione: inizio del censimento dal 1° settembre 2016; obbligo di trasmissione dal 1° gennaio 2018 (rif.: Provvedimento 30 marzo 2017).

La trasmissione dei dati giornalieri deve avvenire ogni volta che il gestore o un suo incaricato prelevano i soldi dal distributore automatico (quindi, con frequenza variabile  ma non più tardi del sessantesimo giorno successivo alla precedente rilevazione). Quindi, l’Agenzia si aspetta almeno un invio ogni 60 giorni.

Per quanto concerne i Registratori Telematici:

  • La trasmissione dei dati avviene al momento di ciascuna chiusura giornaliera; è, altresì, ammessa (al fine di venire incontro ad eventuali malfunzionamenti del RT o della rete) una frequenza variabile con un valore massimo dell'intervallo di 5 giorni.

Per utilizzare il servizio gratuito per conto di un altro soggetto è necessario essere delegati preventivamente dal soggetto stesso.

Il soggetto con utenza Fisconline tramite la funzione "Delega" del cassetto fiscale, deve selezionare il servizio "Accreditamento e censimento dispositivi".

L'intermediario a seguito di delega deve accedere come "DELEGATO".

ll file dei corrispettivi non può essere inviato tramite portale: è necessario l'acquisto di un apposito software reperibile sul libero mercato (contenente al suo interno un certificato di sigillo elettronico) da installare su qualsiasi dispositivo mobile, anche già in uso (palmare, tablet, smartphone, anche personali del gestore).

Quando il Gestore o un ARD (addetto al rifornimento) preleva l'incasso è tenuto a leggere i dati dal Sistema master ed acquisire, mediante Dispositivo mobile, i dati relativi agli incassi e alle vendite con le seguenti modalità:

  • se la Vending machine è dotata di porta di comunicazione, l'acquisizione avviene automaticamente mediante il software installato sul Dispositivo mobile che preleva i dati dal sistema master;
  • se la Vending machine non è dotata di porta di comunicazione, l'acquisizione dei dati del Sistema master descritti nell'allegato "Tipi Dati per i Corrispettivi" avviene manualmente. E' responsabilità del gestore o dell'ARD imputare - mediante apposito software reperibile sul libero mercato - i dati rilevati manualmente dalla Vending machine sul Dispositivo mobile.

Indipendentemente dalla modalità di acquisizione dei dati, il Dispositivo mobile genera un file xml secondo il tracciato riportato nell'allegato "Allegato - Tipi Dati per i Corrispettivi", lo sigilla elettronicamente con il certificato dispositivo e lo trasmette telematicamente al sistema AE.

Con riferimento alla comunicazione dei dati delle fatture ricevute (DTR), tra cui anche le bollette doganali, i campi "Identificativo Paese" e "Identificativo Fiscale" del cedente/prestatore sono obbligatori e non è possibile renderli facoltativi.

In particolare, nel caso in cui l'elemento informativo "Identificativo Paese" viene valorizzato con un codice Paese extracomunitario, il sistema non effettua controlli sul valore riportato nell'elemento informativo "Identificativo Fiscale" che, quindi, può essere valorizzato liberamente.

Il comma 2 dell'articolo 25 del D.P.R. n. 633/1972 specifica che "Dalla registrazione devono risultare la data della fattura o bolletta, il numero progressivo ad essa attribuito, la ditta, denominazione o ragione sociale del cedente del bene o prestatore del servizio, ovvero il nome e cognome se non si tratta di imprese, società o enti, nonché l'ammontare imponibile e l'ammontare dell'imposta distinti secondo l'aliquota".

Conseguentemente, si ritiene che le informazioni che identificano il cedente/prestatore extracomunitario, compreso il Paese di riferimento, siano valori da registrare.

Al fine di non creare aggravi per i contribuenti che dispongono di software contabili che, ad oggi, hanno le limitazioni specificate nel quesito, si consente di valorizzare, all'interno della sezione CedentePrestatoreDTR, l'elemento informativo IdFiscaleIVA IdPaese con la stringa "OO" e l'elemento IdFiscaleIVAIdCodice con una sequenza di undici "9" .

No.
L'elaborazione di un file richiede, normalmente, un po’ di tempo: da qualche ora fino a 5 giorni. Si suggerisce di attendere la ricevuta che il SdI (Sistema di Interscambio) fornirà.
Finché l'elaborazione non è conclusa, lo stato del file è interrogabile con la funzione di Monitoraggio ricevute dei file trasmessi utilizzando i vari criteri di ricerca presenti nella sezione.

Il sigillo dell'Agenzia delle Entrate equivale, ai fini dell'autorizzazione alla visualizzazione del file, alla firma digitale apposta dall'utente che si è autenticato in "Fatture e Corrispettivi".
Al file, infatti, viene associato il codice fiscale dell'utente in sessione al momento dell'apposizione del sigillo.
In fase di Monitoraggio ricevute dei file trasmessi, la visualizzazione dei file è permessa all'utente che ha sigillato il file. Chi accede come incaricato, può visualizzare, in base all'opzione scelta ("File firmati da me" o "File firmati dal soggetto incaricante") i file sigillati da lui stesso o quelli sigillati da un utente che ha lavorato in "Fatture e Corrispettivi" con le credenziali Entratel o Fisconline del soggetto incaricante.

E' disponibile la funzionalità di controllo del file Dati Fattura nell'ambito dell'interfaccia web "Fatture e Corrispettivi".

No, non è possibile trasmettere nello stesso flusso fatture nuove insieme alle rettifiche di precedenti fatture inviate.

Le regole della rettifica prevedono che siano sempre indicati i riferimenti del file originario (quello con cui la prima volta sono stati trasmessi i dati), anche in caso di rettifiche successive.

Qualora la gestione delle notifiche di scarto di file molto voluminosi risulti complessa, e⁄o si voglia evitare di trasmettere più volte una grande quantità di dati, si suggerisce di costruire file di dimensioni ridotte (per esempio contenenti le fatture ricevute da un unico fornitore o le fatture emesse nei confronti di un solo cliente).
I file possono essere trasmessi singolarmente oppure con un unico invio (si firmano singolarmente e si raccolgono in un archivio compresso [zip], o si firma solo l'archivio), sarà quindi prodotta una notifica per ciascun file, e, in caso di scarto, dovranno essere corretti e trasmessi nuovamente solo i dati dei file scartati.

No, una volta che è stato acquisito un file compresso, ciascun file in esso contenuto viene controllato ed è oggetto di una notifica specifica. La notifica dei file contenuti nel file.zip può essere richiamata dalla sezione consultazione-monitoraggio flussi dell'interfaccia web "Fatture e Corrispettivi", attivando la ricerca tramite l'idfile assegnato allo zip.

No.
Se il cessionario "rifiuta" una fattura vuol dire che ha titolo a non registrarla nella propria contabilità, pertanto quella fattura non viene presa in considerazione dal Sdi (Sistema di Interscambio) quale "fonte" dei dati fattura né per il cedente né per il cessionario.
Le eventuali note di variazioni interne alla contabilità del cedente che non implichino la trasmissione di una nota di credito non devono essere oggetto di trasmissione.

.
Se alla scadenza dei 15 giorni previsti dal processo il destinatario non ha inviato l'esito, la fattura si considera emessa e ricevuta, pertanto i relativi dati sono memorizzati e non è necessario trasmetterli (né da parte del cedente, né da parte del cessionario).

Assunto un comportamento coerente con le norme che definiscono l'adempimento, è possibile inviare con uno stesso file dati di fatture riferite a periodi diversi. Per quelle con data di emissione (se emesse) o di registrazione (se ricevute) non compatibile con il periodo (trimestre/semestre o altro periodo previsto) di competenza, viene prodotto uno specifico avviso nella notifica, che non comporta lo scarto del file.

Nel caso specifico, conviene inviare altri documenti XML che contengano esclusivamente i dati delle fatture non ancora trasmessi. Se i dati di una fattura sono trasmessi più volte in documenti XML differenti (diverso valore dell'hash), vengono accettati e memorizzati come se si trattasse di dati di fatture differenti. Il controllo sui dati duplicati viene effettuato in un momento successivo, prima dell'esposizione delle informazioni agli utenti.

Le dimensioni massime (150 megabytes per il canale FTP e 5 megabytes per gli altri canali) sono indicate nel documento "Modalità di trasmissione dati" al "Provvedimento prot. 58793 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2017".
Il documento è pubblicato sul sito dell'Agenzia, alla pagina dedicata alle specifiche tecniche di Fatture e Corrispettivi (disponibile seguendo il percorso Home > Strumenti > Specifiche tecniche > Specifiche tecniche > Modelli di comunicazione > Fatture e corrispettivi).

Nel caso di trasmissione attraverso il canale FTP, in uno stesso supporto possono essere compresi più file p7m ma non file compressi (come indicato nell’allegato "Modalità di trasmissione dati" al "Provvedimento prot. 58793 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2017").

Se si utilizzano altri canali di trasmissione, invece, è possibile trasmettere archivi compressi (file .zip) contenenti più file XML con i dati delle fatture o con i dati IVA. In questo caso, è possibile firmare i singoli file XML o anche solo il file zip.

I file XML contenenti i dati delle fatture o i dati IVA devono essere sempre firmati. E' possibile utilizzare:

  • un certificato di firma elettronica qualificata (firma digitale)
  • la firma “Entrate”
  • il sigillo elettronico dell'Agenzia Entrate (i file sigillati sono accettati solo se trasmessi attraverso l’interfaccia web "Fatture e Corrispettivi").

Le modalità di trasmissione sono descritte nel documento "Modalità di trasmissione dati" al "Provvedimento prot. 58793 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2017".
Il documento è pubblicato sul sito dell'Agenzia, alla pagina dedicata alle specifiche tecniche di Fatture e Corrispettivi (disponibile seguendo il percorso Home > Strumenti > Specifiche tecniche > Specifiche tecniche > Modelli di comunicazione > Fatture e corrispettivi).

. La validità dell'opzione è di 5 anni.

La trasmissione dei dati fattura è comunque obbligatoria, indipendentemente dall'opzione, ai sensi dell'art. 4 del D.L. 193/2016.

In linea generale, vale il principio che nella comunicazione dati fattura vada riportata l'imposta o la sua “natura” così come è riportata nel documento emesso.

In base al comma 6-bis dell'art. 21 del d.P.R. n. 633/72 le operazioni "non soggette" ad IVA per mancanza del requisito territoriale devono essere fatturate indicando nel documento:

  • a) l'annotazione "inversione contabile" per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi (con le eccezioni di quelle indicate all’articolo 10 , nn. da 1) a 4) e 9) del d.P.R. 633) effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell'imposta in un altro Stato dell’Unione Europea;
  • b) l'annotazione “operazione non soggetta” per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuati nei confronti di un soggetto stabilito fuori dall’Unione Europea.

Ai fini della trasmissione dei dati delle fatture, andranno quindi selezionate le seguenti nature:

  • a) Fatture con annotazione "inversione contabile": N6,
  • b) Fatture con "operazione non soggetta": N2.

Primariamente occorre precisare che, nella sezione DTE (dati fatture emesse), la compilazione del campo 2.2.1.2 <Codice Fiscale> è alternativa a quella dei campi presenti nel blocco 2.2.1.1 <IdFiscaleIVA>.

Ove la cessione/prestazione è resa ad un operatore soggetto passivo IVA comunitario, i campi da valorizzare sono 2.2.1.1.1 <IdPaese> e 2.2.1.1.2 <IdCodice>: nel primo campo verrà inserito l'identificativo del paese comunitario (es. FR per Francia) e nel secondo gli estremi della partita IVA del soggetto.

Ove la cessione/prestazione è resa ad un operatore soggetto extracomunitario, i campi da valorizzare sono 2.2.1.1.1 <IdPaese> e 2.2.1.1.2 <IdCodice>: nel primo verrà inserito l'identificativo del paese extracomunitario (es. US per Stati Uniti) e nel secondo qualsiasi estremo identificativo del soggetto cessionario/committente di cui si dispone.

Ove la cessione/prestazione è resa ad un operatore soggetto privato comunitario, occorrerà sempre valorizzare i campi 2.2.1.1.1 <IdPaese> e 2.2.1.1.2 <IdCodice>: nel primo campo verrà inserito l'identificativo del Paese comunitario (es. FR per Francia) e nel secondo campo qualsiasi estremo identificativo del soggetto cessionario/committente di cui si dispone.

Si ritiene che un ente pubblico che effettui acquisti intracomunitari nell'ambito della sua attività istituzionale e che non abbia ricevuto tale fattura elettronicamente attraverso il Sistema di interscambio non sia obbligato ad inviare la comunicazione dei dati di tali fatture.

Nella comunicazione dati fattura verranno riportati esattamente gli stessi dati indicati in fattura; di conseguenza verrà riportato il dato del domicilio indicato in fattura (cioè il domicilio dell'agenzia viaggi) in quanto come da espressa previsione normativa è data facoltà alle agenzie viaggi organizzatrici di non reperire i dati di residenza del cliente viaggiatore finale, domiciliandolo presso l'agenzia viaggi intermediaria. Si ricorda che nella comunicazione va, in ogni caso, riportato l'identificativo fiscale (CF o Partita IVA) del cliente così come indicato nella fattura.

Le agenzie organizzatrici (che emettono fattura per conto delle agenzie di viaggi per il riconoscimento delle provvigioni di queste ultime e annotano le fatture sia nel registro vendite che nel registro acquisti) inviano i dati di questo tipo di fattura tra i dati DTR (fatture di acquisto) con la codifica N6 - inversione contabile indicando la relativa imposta, ove la fattura riguardi operazioni imponibili, e con la codifica N3 – non imponibile, nel caso in cui la fattura riguardi operazioni non imponibili.

Le agenzie intermediarie comunicano i dati della fattura emessa (per loro conto dall’organizzatore), compilando i campi della sezione DTE e utilizzando la codifica N6 - inversione contabile (senza riportare l'imposta), ove la fattura riguardi operazioni imponibili, e con la codifica N3 – non imponibile, ove la fattura riguardi operazioni non imponibili.

Nella generazione del file il sistema prevede l'inserimento obbligatorio degli identificativi del soggetto ai fini IVA con i seguenti elementi: "Codice identificativo della nazione" e "Codice identificativo fiscale", il primo identifica lo Stato di residenza del soggetto, il secondo il numero di partita IVA.

Nel caso di operatori economici residenti in tali comuni si suggerisce, per evitare lo scarto del file, di valorizzare il campo "Codice identificativo della nazione" con il codice "OO" ed il "Codice identificativo fiscale" con il "codice fiscale del soggetto".

Il blocco informativo opzionale <Esigibilità> è analogo a quello previsto nel formato fatturaPA e può essere usato per rappresentare le operazioni in split payment (valore "S"), ovvero per rappresentare operazioni per le quali l'esigibilità dell'IVA è contestuale al momento del pagamento (p.e. regime dell'IVA per cassa ed operazioni di commercio di prodotti farmaceutici). In tutti gli altri casi (elemento non valorizzato o valorizzato con "I") l'esigibilità si intende immediata.

Se l'elemento "Esigibilità" è valorizzato con il valore "S" (Scissione dei pagamenti), la natura dell'operazione non può essere pari a "N6 – inversione contabile".

No, il blocco è facoltativo come gli elementi che lo compongono. Pertanto il blocco può non essere valorizzato, così come può essere valorizzato con la rappresentazione di un solo uno dei due elementi informativi disponibili.

La risoluzione 87/E del 5 luglio 2017, punto 5, ha chiarito che "[…]Qualora non fossero disponibili le informazioni relative alla sede delle controparti, i relativi elementi informativi obbligatori possono essere valorizzati con la stringa "Dato assente"".
Questa indicazione ha aperto alla possibilità di valorizzare con dati di default gli elementi non conosciuti relativi a tale blocco.
Il caso particolare dell'assenza dell'elemento "Provincia", per il quale non è ammesso un testo lungo più di 2 caratteri, può essere trattato, per esempio, ricorrendo a un valore convenzionale come "DA".

I dati relativi alle autofatture in caso di fatture di acquisto non ricevute o irregolari devono essere trasmessi - nella sezione DTR del file “dati fattura” - riportando l’Imposta e senza indicazione della natura, come se fossero ordinarie fatture di acquisto.

Nel caso di autofatture per acquisti di servizi extra-EU, i relativi dati devono essere riportati - sempre e solo nella sezione DTR - indicando l’Imposta e la natura N6.

Nei casi di cessione di beni e prestazione di servizi a consumatore finale non residente in Italia, con emissione di fattura, il file "Dati fattura" dovrà essere compilato - nella sezione DTE - utilizzando i campi del blocco <IdFiscaleIVA>, valorizzando l'elemento <IdPaese> con il valore relativo al paese del cessionario/committente e l'elemento <IdCodice> con un qualsiasi elemento identificativo del cliente (es.: nome e cognome o solo cognome, codice cliente o altro).

Nel caso in cui si utilizzi l'applicazione di generazione del file, disponibile sul servizio "Fatture e Corrispettivi", nella sezione Cliente, dovrà essere compilata la Partita IVA, avendo cura di modificare il campo che di default presenta il valore "IT", inserendo il codice identificativo della nazione di residenza del cliente (per es.: "CH" per la Svizzera) e nel secondo campo un qualsiasi elemento identificativo del cliente (es.: nome e cognome o solo cognome, codice cliente o altro).

Il nome del file che risulta dopo l'applicazione del sigillo può essere modificato, in fase di salvataggio (p.esempio: "Salva con nome") o anche in un momento successivo sul proprio file system (p.esempio: funzione "Rinomina"). Si può modificare il progressivo (p.esempio: incrementando da 00001 ad altro valore), o anche sostituire l'identificativo fiscale del soggetto che si è autenticato.
Per poterlo trasmettere il nome deve rispettare la struttura descritta nell'allegato "Modalità di trasmissione dati" al "Provvedimento prot. 58793 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2017".

La funzione "Sigilla" rinomina automaticamente il file.
Il nome apposto risponde alle regole di nomenclatura descritte nell'allegato "Modalità di trasmissione dati" al "Provvedimento prot. 58793 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2017". In particolare, come identificativo del soggetto trasmittente utilizza il codice fiscale dell'utente che si è autenticato in "Fatture e Corrispettivi", e, come progressivo, il valore "00001".

Per la trasmissione della comunicazione IVA per conto di un altro soggetto, non è necessaria una delega esplicita, ma è sufficiente essere un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, comma 3 del DPR 633/72.

L'intermediario abilitato ai sensi dell'art. 3, comma 3 del DPR 633/72 può trasmettere un file .zip contenente le comunicazioni IVA di più soggetti a partire dalla selezione di una qualunque utenza di lavoro. Per monitorare gli invii, invece, dovrà necessariamente utilizzare le singole utenze di lavoro dei soggetti a cui si riferiscono i dati delle comunicazione IVA trasmesse.

I dati della geolocalizzazione si possono ricavare, con semplicità, utilizzando qualsiasi applicazione o programma di navigazione internet (in via meramente esemplificativa, in quanto tra i più diffusi, Google Maps) ed inserendo/selezionando l'indirizzo desiderato, verranno indicate anche le coordinate geografiche (latitudine e longitudine) del luogo prescelto.

E' possibile aggiornare i dati della geolocalizzazione del sistema master sia mediante l'apposita sezione del sito web dell'Agenzia delle Entrate [Funzione "Ricerca Dispositivo": pagina di Ricercare Dispositivo - Gestore ed Esercente (portale "Fatture & Corrispettivi") dove è presente anche il dettaglio del dispositivo trovato] che tramite il proprio gestionale (qualora il gestore ne sia dotato).

Gestore: soggetto passivo IVA che effettua cessioni di beni e prestazioni di servizi mediante Vending machine ricavandone corrispettivi. È il soggetto che è obbligato per norma (art. 2 del d.Lgs. n. 127/15) a memorizzare e trasmettere i dati dei corrispettivi all'Agenzia delle entrate.

Esercente: il soggetto passivo IVA che effettua cessioni di beni e prestazioni di servizi al consumatore finale (attività di cui all'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972) e che, essendosi preventivamente dotato di "Registratore Telematico", ha esercitato l'opzione per la memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri (art. 2, comma 1, del d.Lgs. n. 127/15).

Produttore hw (hardware): fabbricante dei Registratori Telematici;

Produttore sw (software): fabbricante dei software gestionali per i distributori automatici e/o i dispositivi mobili mediante i quali trasmettere i dati dei corrispettivi delle vending machine.

Tutte le vending machine (sia con porta di comunicazione che prive della porta) devono essere censite, ma con tempi diversi:

  1. Quelle dotate di porta di comunicazione dal 30 luglio 2016;
  2. Quelle prive della porta di comunicazione dal 1° settembre 2017.

Sono escluse dal censimento le VM (secondo quanto indicato nella risoluzione 116/E del 21 dicembre 2016) nel caso in cui si tratti di:

  • un apparecchio che non rientra nella definizione «generale» di «distributore automatico» (si pensi, ad esempio, ai distributori meccanici, privi di allacciamento elettrico e di una scheda elettronica);
  • un apparecchio che, pur rientrando nella definizione tecnica «generale» di «distributore automatico», non eroga beni o servizi ma rilascia solo l’attestazione/quantificazione di servizi resi in altro modo o tempo (come avviene, ad esempio, per i pedaggi autostradali);
  • le biglietterie automatiche per il trasporto (treno, aereo, pullman, bus, metro, ecc.) nonché le attività riconducibili al medesimo alveo (ad esempio, le apparecchiature che consentono l'acquisto di skipass); infatti, tali apparecchiature non sono distributori automatici né di beni né di servizi, bensì "biglietterie automatizzate" che rilasciano titoli equiparati, ai fini fiscali, ai documenti certificativi dei corrispettivi (scontrino/ricevuta);
  • le biglietterie per la sosta regolamentata (parcheggi nelle c.d. "strisce blu");
  • i distributori automatici mediante i quali vengono effettuate operazioni ricadenti nell'alveo del regime IVA cd. «monofase» (art. 74 del DPR 633 del 1972, tra cui le cessioni di tabacchi ed altri beni commercializzati esclusivamente dai Monopoli di Stato; ricariche telefoniche; biglietti delle lotterie istantanee).

Una volta attribuita, la matricola del Sistema master è immodificabile fino alla dismissione dello stesso.
Solo dopo la dismissione si potrà ripetere l'operazione di censimento andando ad indicare la matricola esatta.

Le segnalazioni di errori riguardano il mancato rispetto dei formati (xml) previsti per la generazione di una fattura.
Questi errori non vincolano la generazione del file (né la visualizzazione in formato pdf) ma la loro presenza impedisce la trasmissione attraverso il Sistema di Interscambio (SdI).

La trasmissione delle fatture elettroniche viene effettuata mediante il Sistema di interscambio, da subito per fattura PA, cioè quando il cliente è una Pubblica Amministrazione, dal 1 gennaio 2017 anche per le fatture destinate ai clienti privati.

NO. Chi intende ricevere fatture elettroniche via PEC non deve avere un codice di 7 caratteri.

Dovrà soltanto assicurarsi di comunicare al fornitore il suo indirizzo PEC dove vorrà ricevere le fatture elettroniche. Per essere sicuro che i suoi fornitori non sbaglino a indirizzare le fatture, l’operatore potrà utilizzare il servizio "registrazione dell'indirizzo telematico" presente nel Portale "Fatture e Corrispettivi".

Sì, purché siano fatture elettroniche rappresentate nel formato fatturaPA versione 1.1. Non vengono effettuati controlli relativi alla data di emissione.

Dal 1° luglio 2018, se si aderisce alla convenzione di servizio, le fatture (compresa la PA) con data di trasmissione successiva alla data di adesione saranno conservate in automatico se transitate sul Sistema di Interscambio, le fatture (compresa la PA) con data documento minore uguale alla data di adesione dovranno essere inviate in conservazione tramite upload.

Aderire all'accordo di servizio, nell'area web di fruizione dei servizi - sezione dedicata alla conservazione.

Tra i controlli che effettua il Sistema di Interscambio (SdI) ve ne sono alcuni che non possono essere applicati in fase di generazione. In particolare questi controlli riguardano:

  • Nome del file della fattura duplicato
  • Fattura duplicata
  • Data fattura successiva alla data di ricezione.

, il file allegato - insieme alla fattura - non dovrà avere dimensioni superiori ai 5 Mb; in caso contrario il sistema prospetta all'utente un messaggio di errore.

, se si tratta della fattura compilata durante l'ultima sessione ovvero se si importa un file xml compatibile (per esempio un file xml generato con la funzionalità e poi salvato sul proprio computer o sul proprio dispositivo mobile).

, il sistema salva sempre i dati inseriti nell'ultima sessione di lavoro, anche se la generazione della fattura non è stata completata.

Le possibili azioni sono:

  • Confermare i dati inseriti;
  • salvare la fattura nel formato previsto ("salva Xml") per inviarla al Sistema di Interscambio (SdI) che la consegnerà al cliente;
  • apporre sul file il "sigillo" elettronico fornito dall'applicazione ("Sigillo" - solo per Fattura Ordinaria e Fattura Semplificata) per garantirne l'integrità e l'immodificabilità;
  • visualizzare, salvare e stampare la fattura in versione PDF ("Visualizza pdf"), secondo il layout scelto tra i due disponibili nella funzionalità "Personalizza la tua fattura" (si ricorda che va inviata al SdI solo la fattura in formato Xml);
  • trasmettere la fattura al SdI.

Una volta compilati tutti i quadri di generazione della fattura, è possibile vedere la fattura nel suo complesso per verificare che non siano stati commessi errori.



Qualora si volessero modificare le informazioni inserite si può agilmente tornare nell'apposita sezione ("I miei dati", "Cliente"; "Dati della fattura" etc.), cliccando sul link "Modifica".

I dati del Cliente potranno essere inseriti manualmente nella maschera "Cliente" e memorizzati in rubrica.
Possono essere salvati fino a 500 clienti. I dati memorizzati potranno essere utilizzati per le generazioni successive ovvero eliminati dalla rubrica se non più necessari.

No, al primo accesso per la generazione di una nuova fattura, i dati del fornitore presenti nei campi della sezione "I miei dati" sono quelli reperiti dall'Anagrafe tributaria. Tranne la partita IVA, tutti gli altri dati possono essere modificati e salvati.
Dall'accesso successivo al primo salvataggio le informazioni visualizzate sul fornitore saranno quelle memorizzate al primo accesso o nella sessione più recente. E' comunque sempre possibile ritornare sulla maschera "I miei dati" per modificare ed eventualmente memorizzare i nuovi dati.

L'applicazione guida l’utente nei singoli passaggi principali di compilazione di una fattura (per riportare solo i dati obbligatori ex. art. 21 del d.P.R. n. 633/72). Per inserire in fattura altri dati obbligatori per legge e facoltativi (es.: dati riferiti al contratto, alle spese anticipate per il cliente che non concorrono all’imponibile ecc.), sarà possibile cliccare su un help contestuale (individuato dall'icona "i"). E' inoltre disponibile una guida dedicata della procedura all’interno dell’area dedicata alla fattura elettronica del sito dell'Agenzia delle entrate.

. I dati della fattura in corso di generazione vengono salvati automaticamente ogni volta che si cambia pagina e sono mantenuti in memoria fino a quando non si comincia a generare la fattura successiva. Inoltre è possibile salvare un file xml con i dati della fattura parzialmente o totalmente compilata e richiamarlo per proseguire o modificare la generazione. Questa funzionalità può consentire, ad esempio, di tenere in memoria il facsimile (o modello) della fattura che si è soliti predisporre e riutilizzarlo per modificare - di volta in volta - solo i dati che occorre (es.: i dati del cliente, gli importi ecc.).

In fase di generazione della fattura gli importi rilevanti ai fini fiscali (imponibile e IVA) sono quelli riportati nella sezione di riepilogo distinti per aliquota ovvero natura IVA.
Conseguentemente, l'importo totale del documento deve essere digitato dall'utente. Il sistema calcola un importo totale per suggerirlo a chi compila la fattura, ma l'utente non è vincolato a utilizzare il valore calcolato e potrebbe modificarlo ad esempio per esercitare uno sconto sul totale della fattura (nella consapevolezza che - ai fini della determinazione dei corrispettivi e dell’IVA - resteranno validi i valori di riepilogo distinti per aliquota/natura IVA).

Tutti gli importi, per essere accettati dal sistema, devono essere comprensivi di punto (per separare la parte intera dai decimali) e di almeno due cifre decimali. Non sono accettati il segno meno, la virgola e altri caratteri diversi dai numeri e dal punto.

In caso di digitazioni non corrette, l'anomalia viene riportata, con le eventuali altre segnalazioni, in fondo alla pagina.

I dati di chi emette la fattura provengono dall'Anagrafe Tributaria, ma l'utente può modificarli, con l'eccezione del numero di partita IVA (vedi NOTE), al momento della generazione di una fattura. La modifica ha effetto solo sulla fattura in corso di generazione. Se, però, l'utente richiede il salvataggio dei dati (tramite il tasto "Salva i miei dati"), sarà applicata anche a tutte le fatture generate successivamente.

NOTE

L'unico caso in cui può essere modificata la partita IVA è se si sceglie come tipo documento l'AUTOFATTURA ex art. 6 d. Lgs 471/97.

Il Codice Destinatario a 7 caratteri, che può essere utilizzato solo per fatture elettroniche destinate ai soggetti privati, potrà essere reperito attraverso un nuovo servizio reso disponibile entro il 9 di Gennaio 2017 sul sito "www.fatturapa.gov.it", pagina "Strumenti - Gestire il canale".
Il codice potrà essere richiesto solo dai quei soggetti titolari di un canale di trasmissione già accreditato presso il Sistema di Interscambio per ricevere le fatture elettroniche. E' possibile richiedere più codici fino a un massimo di 100.
Per i soggetti che invece intendano ricevere le fatture elettroniche attraverso il canale PEC, è previsto l'uso del codice destinatario standard '0000000' purché venga indicata la casella PEC di ricezione in fattura nel campo PecDestinatario.
Vale la pena ricordare che per le fatture elettroniche destinate ad Amministrazioni pubbliche si continua a prevedere l'uso del codice univoco ufficio a 6 caratteri, purché sia censito su indice delle Pubbliche Amministrazioni ("www.indicepa.gov.it").

Per utilizzare il servizio gratuito per conto di un altro soggetto è necessario essere delegati preventivamente dal soggetto stesso.
Un soggetto può delegare un terzo, accedendo all'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate (sezione "la mia scrivania", cliccando sul link "Proposte"), indicando il Codice Fiscale del soggetto delegato e selezionando la linea "Fatturazione elettronica".

La funzione componeva il servizio di simulazione, messo a disposizione degli utenti perché potessero familiarizzare con il processo di fatturazione elettronica verso le PA (FEPA).
La disponibilità della funzionalità gratuita, ai sensi del d.lgs. 127/2015, sul sito dell'Agenzia delle Entrate e la relativa maturità del processo FEPA, ha reso ridondante la presenza della funzione stessa che è stata sostituita da un riferimento ai servizi "Fatture e Corrispettivi".
La nuova funzionalità, migliorata nell'usabilità e nella grafica, permette la generazione di fatture elettroniche destinate sia a PA che a propri clienti privati.

, la funzione "Personalizza la tua fattura" permette all'utente di scegliere il layout della fattura in formato PDF/A-1 tra due modelli possibili mentre per il logo si può caricare una qualsiasi immagine che verrà ridimensionata automaticamente dal sistema.

Il sigillo è uno strumento che, tra l'altro, permette di rilevare se un documento informatico ha subito modifiche.
E' definito dagli artt. 3 e 36 del Regolamento 2014/910/UE "eIDAS" (electronic IDentification Authentication and Signature).
A differenza della firma elettronica, può essere apposto da una persona giuridica.

L'esito ES02 - "File validato con segnalazioni" è riservato ai file che contengono dati potenzialmente incoerenti (per esempio, la data di una fattura emessa o la data di registrazione di una fattura ricevuta non compatibili con il periodo di trasmissione).
La segnalazione è solo un warning e non comporta lo scarto del file.
L'elenco delle segnalazioni che non comportano scarto ` riportato nel file “Elenco Controlli XML dati”, pubblicato sul sito dell'Agenzia, alla pagina dedicata alle specifiche tecniche di Fatture e Corrispettivi (disponibile seguendo il percorso Home > Strumenti > Specifiche tecniche > Specifiche tecniche > Modelli di comunicazione > Fatture e corrispettivi).

L'elenco completo dei codici di errore è contenuto nel documento “Elenco Controlli XML dati”.
Il documento è pubblicato sul sito dell'Agenzia, alla pagina dedicata alle specifiche tecniche di Fatture e Corrispettivi (disponibile seguendo il percorso Home > Strumenti > Specifiche tecniche > Specifiche tecniche - Modelli di comunicazione > Fatture e corrispettivi).

In caso di scarto di un file, la notifica di esito conterrà la lista degli errori rilevati.
Per ciascun errore saranno riportati il codice e la descrizione, comprensiva della posizione all'interno del file.

Se il file, individuato grazie all'identificativo che gli viene assegnato al momento della trasmissione (mostrato nella banda azzurra che appare nella pagina quando si effettua l'invio), risulta scartato, ma non sono visibili né il nome del file, né l'icona per accedere ai dettagli, significa che non è stato possibile riconoscere il firmatario. In questo caso, lo scarto dipende dal fatto che il file non è stato firmato elettronicamente o è stato firmato con una firma non valida (il certificato è scaduto o si sono verificati errori durante l'acquisizione della firma).

Chi opera in "Fatture e Corrispettivi" in veste di incaricato può scegliere se visualizzare i file firmati con la propria smartcard o quelli firmati per mezzo dei certificati rilasciati alla società incaricante dall'Agenzia delle Entrate.
Per indicare la sua scelta, l'utente, al momento della ricerca dei file deve selezionare, nella sezione "firmatario", una delle due opzioni presentate: "File firmati da me" e "File firmati dal soggetto incaricante".
Se l'incaricato è titolare di una partita IVA, può anche accedere a "Fatture e Corrispettivi" scegliendo di lavorare per se stesso. In questo caso, la funzione di monitoraggio non gli presenta la sezione "firmatario" e gli permette di visualizzare i soli file che ha firmato con la propria smartcard.

L'utente che vuole utilizzare il servizio per generare, trasmettere o conservare le fatture per proprio conto, deve selezionare la sua partita IVA. Se è stato incaricato o delegato a operare per conto di altri soggetti, selezionerà di volta in volta la partita IVA per la quale operare.

E' il Decreto Legislativo del 5 agosto 2015 n. 127 e i conseguenti provvedimenti direttoriali dell'Agenzia delle Entrate emanati per l'attuazione delle regole tecniche.
Tutte le disposizioni normative, regolamentari e di prassi sono consultabili nell’area tematica dedicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it).

Gli utenti Intermediari che intendano accedere al Portale, per l'utilizzo dei servizi di Fatturazione e di Consultazione, come delegati di altri soggetti titolari di Partita IVA dovranno scegliere l'utenza di lavoro "Delega diretta" e non "Intermediario non delegato".

Le modalità di delega sono disciplinate dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 5 novembre 2018.

Con "Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017" sono state definite le informazioni, le regole tecniche e gli strumenti per la trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall'utilizzo di distributori automatici diversi da quelli disciplinati dal provvedimento del 30 giugno 2016 ossia privi di una porta di comunicazione, attiva o attivabile.

In fase di censimento del distributore automatico il Gestore, utilizzando i servizi forniti nel sito web dell'Agenzia delle entrate, tra i dati da fornire dovrà specificare l'assenza della porta di comunicazione.

Per questa tipologia di VM, a partire dal 1° gennaio 2018, l'acquisizione dei dati dai sistema Master avverrà manualmente: è responsabilità del gestore o dell'Addetto al rifornimento imputare - mediante apposito software reperibile sul libero mercato - i dati rilevati manualmente dalla Vending machine sul Dispositivo mobile.

E' necessario verificare l'identificativo dispositivo (I.D.) del Sistema master della Vending machine (chiave univoca identificativa del Sistema master), costituita dall'unione della P.IVA del Gestore e dalla Matricola del Sistema master per un totale massimo di 30 caratteri.

Qualora il Sistema master non abbia insito nella sua memoria la matricola, quest'ultima può essere autonomamente determinata del gestore, purché sia univoca e lunga al massimo 19 caratteri (poiché gli altri 11 caratteri saranno quelli della P.IVA).

Una volta assegnato, l'identificativo univoco non potrà essere modificato e seguirà tutta la "vita" del sistema master (dal censimento alla dismissione).

L'identificativo dispositivo deve essere trasmesso ad ogni rilevazione dei corrispettivi mediante il Dispositivo mobile nel file xml da sigillare elettronicamente e trasmettere al Sistema AE.

L'identificativo univoco assegnato in fase di censimento del Sistema master deve essere identico a quello indicato nel file xml trasmesso dal Dispositivo mobile.

Il valore negativo del venduto non è una casistica realistica e costituisce indubbiamente una rilevante anomalia che potrebbe scaturire da errori di rilevazione del software.
Conseguentemente, si suggerisce di contattare il produttore software per risolvere tempestivamente tale criticità.