Faq

La funzione componeva il servizio di simulazione, messo a disposizione degli utenti perché potessero familiarizzare con il processo di fatturazione elettronica verso le PA (FEPA).
La disponibilità della funzionalità gratuita, ai sensi del d.lgs. 127/2015, sul sito dell'Agenzia delle Entrate e la relativa maturità del processo FEPA, ha reso ridondante la presenza della funzione stessa che è stata sostituita da un riferimento ai servizi "Fatture e Corrispettivi".
La nuova funzionalità, migliorata nell'usabilità e nella grafica, permette la generazione di fatture elettroniche destinate sia a PA che a propri clienti privati.

Data di pubblicazione:10/02/2017

Per utilizzare il servizio gratuito per conto di un altro soggetto è necessario essere delegati preventivamente dal soggetto stesso.
Un soggetto può delegare un terzo, accedendo all'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate (sezione "la mia scrivania", cliccando sul link "Proposte"), indicando il Codice Fiscale del soggetto delegato e selezionando la linea "Fatturazione elettronica".

Data di pubblicazione:10/02/2017

Il Codice Destinatario a 7 caratteri, che può essere utilizzato solo per fatture elettroniche destinate ai soggetti privati, potrà essere reperito attraverso un nuovo servizio reso disponibile entro il 9 di Gennaio 2017 sul sito "www.fatturapa.gov.it", pagina "Strumenti - Gestire il canale".
Il codice potrà essere richiesto solo dai quei soggetti titolari di un canale di trasmissione già accreditato presso il Sistema di Interscambio per ricevere le fatture elettroniche. E' possibile richiedere più codici fino a un massimo di 100.
Per i soggetti che invece intendano ricevere le fatture elettroniche attraverso il canale PEC, è previsto l'uso del codice destinatario standard '0000000' purché venga indicata la casella PEC di ricezione in fattura nel campo PecDestinatario.
Vale la pena ricordare che per le fatture elettroniche destinate ad Amministrazioni pubbliche si continua a prevedere l'uso del codice univoco ufficio a 6 caratteri, purché sia censito su indice delle Pubbliche Amministrazioni ("www.indicepa.gov.it").

Data di pubblicazione:10/02/2017

I dati di chi emette la fattura provengono dall'Anagrafe Tributaria, ma l'utente può modificarli, con l'eccezione del numero di partita IVA (vedi NOTE), al momento della generazione di una fattura. La modifica ha effetto solo sulla fattura in corso di generazione. Se, però, l'utente richiede il salvataggio dei dati (tramite il tasto "Salva i miei dati"), sarà applicata anche a tutte le fatture generate successivamente.

NOTE

L'unico caso in cui può essere modificata la partita IVA è se si sceglie come tipo documento l'AUTOFATTURA ex art. 6 d. Lgs 471/97.

Data di pubblicazione:21/12/2018

Tutti gli importi, per essere accettati dal sistema, devono essere comprensivi di punto (per separare la parte intera dai decimali) e di almeno due cifre decimali. Non sono accettati il segno meno, la virgola e altri caratteri diversi dai numeri e dal punto.

In caso di digitazioni non corrette, l'anomalia viene riportata, con le eventuali altre segnalazioni, in fondo alla pagina.

Data di pubblicazione:21/12/2018

In fase di generazione della fattura gli importi rilevanti ai fini fiscali (imponibile e IVA) sono quelli riportati nella sezione di riepilogo distinti per aliquota ovvero natura IVA.
Conseguentemente, l'importo totale del documento deve essere digitato dall'utente. Il sistema calcola un importo totale per suggerirlo a chi compila la fattura, ma l'utente non è vincolato a utilizzare il valore calcolato e potrebbe modificarlo ad esempio per esercitare uno sconto sul totale della fattura (nella consapevolezza che - ai fini della determinazione dei corrispettivi e dell’IVA - resteranno validi i valori di riepilogo distinti per aliquota/natura IVA).

Data di pubblicazione:21/12/2018

. I dati della fattura in corso di generazione vengono salvati automaticamente ogni volta che si cambia pagina e sono mantenuti in memoria fino a quando non si comincia a generare la fattura successiva. Inoltre è possibile salvare un file xml con i dati della fattura parzialmente o totalmente compilata e richiamarlo per proseguire o modificare la generazione. Questa funzionalità può consentire, ad esempio, di tenere in memoria il facsimile (o modello) della fattura che si è soliti predisporre e riutilizzarlo per modificare - di volta in volta - solo i dati che occorre (es.: i dati del cliente, gli importi ecc.).

Data di pubblicazione:21/12/2018

L'applicazione guida l’utente nei singoli passaggi principali di compilazione di una fattura (per riportare solo i dati obbligatori ex. art. 21 del d.P.R. n. 633/72). Per inserire in fattura altri dati obbligatori per legge e facoltativi (es.: dati riferiti al contratto, alle spese anticipate per il cliente che non concorrono all’imponibile ecc.), sarà possibile cliccare su un help contestuale (individuato dall'icona "i"). E' inoltre disponibile una guida dedicata della procedura all’interno dell’area dedicata alla fattura elettronica del sito dell'Agenzia delle entrate.

Data di pubblicazione:21/12/2018

No, al primo accesso per la generazione di una nuova fattura, i dati del fornitore presenti nei campi della sezione "I miei dati" sono quelli reperiti dall'Anagrafe tributaria. Tranne la partita IVA, tutti gli altri dati possono essere modificati e salvati.
Dall'accesso successivo al primo salvataggio le informazioni visualizzate sul fornitore saranno quelle memorizzate al primo accesso o nella sessione più recente. E' comunque sempre possibile ritornare sulla maschera "I miei dati" per modificare ed eventualmente memorizzare i nuovi dati.

Data di pubblicazione:21/12/2018

I dati del Cliente potranno essere inseriti manualmente nella maschera "Cliente" e memorizzati in rubrica.
Possono essere salvati fino a 500 clienti. I dati memorizzati potranno essere utilizzati per le generazioni successive ovvero eliminati dalla rubrica se non più necessari.

Data di pubblicazione:06/12/2016

Una volta compilati tutti i quadri di generazione della fattura, è possibile vedere la fattura nel suo complesso per verificare che non siano stati commessi errori.



Qualora si volessero modificare le informazioni inserite si può agilmente tornare nell'apposita sezione ("I miei dati", "Cliente"; "Dati della fattura" etc.), cliccando sul link "Modifica".

Data di pubblicazione:24/12/2018

Le possibili azioni sono:

  • Confermare i dati inseriti;
  • salvare la fattura nel formato previsto ("salva Xml") per inviarla al Sistema di Interscambio (SdI) che la consegnerà al cliente;
  • apporre sul file il "sigillo" elettronico fornito dall'applicazione ("Sigillo" - solo per Fattura Ordinaria e Fattura Semplificata) per garantirne l'integrità e l'immodificabilità;
  • visualizzare, salvare e stampare la fattura in versione PDF ("Visualizza pdf"), secondo il layout scelto tra i due disponibili nella funzionalità "Personalizza la tua fattura" (si ricorda che va inviata al SdI solo la fattura in formato Xml);
  • trasmettere la fattura al SdI.
Data di pubblicazione:27/12/2018

, il sistema salva sempre i dati inseriti nell'ultima sessione di lavoro, anche se la generazione della fattura non è stata completata.

Data di pubblicazione:12/07/2016

, se si tratta della fattura compilata durante l'ultima sessione ovvero se si importa un file xml compatibile (per esempio un file xml generato con la funzionalità e poi salvato sul proprio computer o sul proprio dispositivo mobile).

Data di pubblicazione:24/12/2018

, il file allegato - insieme alla fattura - non dovrà avere dimensioni superiori ai 5 Mb; in caso contrario il sistema prospetta all'utente un messaggio di errore.

Data di pubblicazione:24/12/2018

Tra i controlli che effettua il Sistema di Interscambio (SdI) ve ne sono alcuni che non possono essere applicati in fase di generazione. In particolare questi controlli riguardano:

  • Nome del file della fattura duplicato
  • Fattura duplicata
  • Data fattura successiva alla data di ricezione.
Data di pubblicazione:24/12/2018

Le segnalazioni di errori riguardano il mancato rispetto dei formati (xml) previsti per la generazione di una fattura.
Questi errori non vincolano la generazione del file (né la visualizzazione in formato pdf) ma la loro presenza impedisce la trasmissione attraverso il Sistema di Interscambio (SdI).

Data di pubblicazione:11/07/2016

Il QRCode può essere generato anche dalle PPAA che hanno Partita IVA.

Per generarlo si può accedere al portale Fatture e Corrispettivi oppure dall'interno dell’area riservata Entratel.

Data di pubblicazione:04/12/2018

La Pubblica Amministrazione non ha necessità di registrare un indirizzo telematico perché nei suoi confronti il cedente/prestatore effettuerà sempre una "FE PA" inserendo nel campo codice destinatario il codice di 6 caratteri registrato in "IPA".

Data di pubblicazione:04/12/2018

All’avvio del “Software di compilazione stand-alone Fattura elettronica” ricevo il messaggio “Impossibile avviare l’applicazione”. Cosa debbo fare ?

La situazione è determinata da un errato funzionamento della Java Virtual Machine (JVM) che si manifesta al verificarsi di due condizioni:

  • È stata installata una JVM con una versione tra la 1.8.172 e la 1.8.191
  • Non si è connessi ad Internet

Per rimuovere l’inconveniente, è necessario:

  • connettersi ad Internet
  • procedere alla disinstallazione della JVM installata
  • raggiungere il seguente link del sito ufficiale della Oracle
  • scaricare la JVM versione 1.8.192 (o successive) , specifica per l’ambiente sul quale deve essere installato
  • installare la JVM scaricata
  • collegarsi alla pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate in cui è pubblicato il software di compilazione che si intende utilizzare off-line ed eseguirlo, selezionando l’apposito link
  • a questo punto è ripristinato il corretto funzionamento, anche in modalità off-line.
Data di pubblicazione:11/12/2018

No.
Le associazione pro-loco non sono tenute ad emettere le fatture in formato elettronico.
L'articolo 10, comma 01, del decreto-legge n. 119 del 2018 prevede, infatti, l'esonero dalla fatturazione elettronica per "i soggetti passivi che hanno esercitato l'opzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000; tali soggetti, se nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo superiore a euro 65.000, assicurano che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d'imposta".
La disposizione sopra richiamata si applica anche alle associazioni pro loco, in forza dell'articolo 9-bis del decreto-legge n. 417 del 1991, che prevede che "alle associazioni pro-loco si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398".

Data di pubblicazione:11/01/2019

Il contributo ENASARCO non è un tipico contributo destinato ad una "Cassa previdenziale" (che usualmente concorre alla determinazione dell'imponibile cui applicare l'IVA), ma la sua gestione è similare a quella di una "ritenuta".
Attualmente, per poter rappresentare nella fattura elettronica il contributo ENASARCO è possibile utilizzare il blocco "AltriDatiGestionali" con il seguente dettaglio:

  • 2.2.1.16.1 <TipoDato> = CASSA-PREV
  • 2.2.1.16.2 <RiferimentoTesto> ENASARCO (o eventuale altra cassa analoga) e il relativo codice TC07 presente nelle specifiche tecniche al provvedimento del 30.04.18
  • 2.2.1.16.3 <RiferimentoNumero> importo del contributo
  • 2.2.1.16.4 <RiferimentoData> il dato può non essere valorizzato.


Nelle more dell'aggiornamento dell'App FatturAE con l'inserimento del blocco "Altri dati gestionali" nel caso di generazione di fatture in cui deve essere rappresentato il contributo Enasarco, si suggerisce, di accedere al portale "Fatture & Corrispettivi" tramite il link https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/ direttamente da dispositivo mobile.

N.B.: E' appena il caso di evidenziare che i suggerimenti sopra formulati possono valere anche per altre tipologie di contributi che hanno una gestione similare a quella del contributo ENASARCO.

Data di pubblicazione:21/01/2019

Primariamente si ricorda che, nel caso di assoggettamento ad imposta di bollo, occorrerà valorizzare il blocco "DatiBollo" con l'importo dell'imposta:



Si ricorda, poi, che l'imposta di bollo sulle fatture elettroniche si assolve esclusivamente con la modalità disciplinata dall’articolo 6 del DM 17 giugno 2014. Al riguardo, a seguito della modifica apportata dal DM 28 dicembre 2018,si evidenzia che:

  • il pagamento dell'imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare va effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo al trimestre di riferimento
  • l'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione, già alla fine del primo trimestre 2019 all'interno del portale "Fatture e Corrispettivi", un servizio per verificare l'ammontare complessivo dell'imposta di bollo dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio.

I soggetti autorizzati al pagamento del bollo virtuale ai sensi dell'articolo 15 del d.P.R. n. 642/1972, che emettono esclusivamente fatture elettroniche, possono rinunziare all'autorizzazione nelle modalità previste dall'articolo 15, comma 10, del citato d.P.R. 642/1972.

Data di pubblicazione:21/01/2019